Formazione Politica

I sette pilastri per una testimonianza politica efficace

La militanza politica per il Popolo della Famiglia deve essere soprattutto testimonianza.

In altre parole, è fondamentale i militanti del PdF si distinguano dai politicanti asserviti a partiti al potere anche per la coerenza tra il nostro comportamento e le idee che professiamo.

A questo scopo, possono essere utile comportarsi nel rispetto di setti imperativi etici che possono portare ad una testimonianza politica efficace e costruttiva.

I sette pilastri sono: VeritàNominalitàGentilezzaPluralismoRispetto della PersonaProattività e Coerenza.

 

  1. Verità

I militanti del PdF non daranno falsa testimonianza allo scopo di ottenere qualsivoglia vantaggio politico o personale.

Inoltre, si impegneranno al massimo per distinguere (e far distinguere) le informazioni dalle opinioni.

Nel PdF ci si impegna a evitare (ed a smontare) stereotipi, pregiudizi e false categorizzazioni.

 

  1. Nominalità

I militanti del PdF non si nascondono mai dietro l’anonimato.

Chiaramente, se soggetti a persecuzioni come, per esempio, la sospensione da Facebook è pienamente lecito creare profili alternativi o emettere comunicati a nome di enti o gruppi di cui si fa parte.

 

  1. Gentilezza

Nel PdF si parla in modo fermo ma garbato, evitando il turpiloquio e il linguaggio diretto al solo scopo di causare offesa o disagio negli interlocutori.

 

  1. Pluralismo

Tranne che nell’ambito dei “principi non negoziabili”, nel PdF si rispettano sempre le libertà di pensiero e di parola delle persone. I singoli dirigenti e militanti del movimento sono comunque responsabili delle conseguenze delle loro azioni e delle loro dichiarazioni. Il pluralismo implica però anche il diritto di NON ASCOLTARE, NON APPROVARE, e RIFIUTARE DI OSPITARE nei propri spazi e strumenti di comunicazione tutti quegli interventi e comunicazioni che non si approvano nei modi o nei contenuti. È inoltre possibile rispettare il diritto di avere ed esporre un’idea ed opporsi in ogni modo alla sua realizzazione. Ciò che non si può fare è sopprimere la voce di chi espone quell’idea.

I militanti del PdF portano il dovuto rispetto ad ogni autorità religiosa ma riconoscono le radici cristiane della civiltà italiana ed europea (che è un dato di fatto) e credono fermamente nei “principi non negoziabili” quali:

  • la difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale,
  • il diritto di ogni bambino ad avere un papà e una mamma;
  • la struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio,
  • il diritto dei genitori ad educare i loro figli,
  • l’indisponibilità del corpo della donna alla trasformazione della maternità in oggetto commerciale;
  • la libertà religiosa di ogni individuo che si può manifestare ovunque nel rispetto degli altri.

Tali principi, inscritti nella natura dell’uomo, precedono la società e vanno difesi sempre.

 

  1. Rispetto della persona

I militanti del PdF possono commentare duramente le parole, le idee e le azioni di una persona MA mai la persona.

Saranno infatti sempre coscienti dell’impossibilità di conoscere l’essenza, i pensieri e l’animus della persona con la quale interloquiscono.

I militanti del PdF sono coscienti che gli errori sono nella natura delle persone e che la correzione di chiunque è possibile.

 

  1. Proattività

Ogni volta che qualcuno si impegna per una qualunque forma di bene comune, i partecipanti alle iniziative ed all’organizzazione del PdF si distingueranno per il tentativo d’incoraggiare tali attività e, se possibile, di contribuirvi.

 

  1. Coerenza

Tutte le affermazioni ed azioni dei militanti del Popolo della Famiglia dovranno essere mirate a favorire il successo politico e l’unità del movimento. Al di fuori del movimento, i militanti del PdF difenderanno sempre la linea politica espressa dal direttivo nazionale, ed eviteranno di fare affermazioni dannose per l’immagine e l’attività politica dello stesso.

 


Questi 7 pilastri sono stati presentati concepiti da Giuseppe Brienza, Guido Pianeselli e Guido Mastrobuono nell’estate del 2016 con l’intento di definire un modo di fare politica che fosse al tempo stesso coerente, efficace ed efficiente.

In pratica, si è cercato di trovare un modo di fare politica senza venir meno alla propria etica cattolica ed, al tempo stesso, evitare azioni che rallentino e danneggino l’attività globale del movimento.

Il Popolo della Famiglia di Roma ha codificato questi concetti in un «Manifesto su etica e comunicazione» che è stato proposto ed approvato nella capitale ed è quindi obbligatorio per i militanti di Roma.

Però nel PdF non esiste copyright per i comportamenti buoni e sani e, di conseguenza, chiunque

  • apre un circolo del Popolo della Famiglia,
  • crea un gruppo di militanti del PdF intenti ad un progetto comune,
  • oppure semplicemente vuole esprimere una militanza efficace,

può prendere in considerazione, elaborare e proporre questi 7 pilastri per una testimonianza politica (e quindi una militanza) efficace e feconda.

Nel momento in cui desiderate definire il giusto modo di fare politica, oppure definire semplici regolamenti e netiquette, potete copiare il contenuto di questo articolo ed modificarlo liberamente.

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