Formazione Politica

Comunicare in modo efficace con la scuola di formazione politica

”Una scuola di formazione serve ad un nascente movimento politico per cercare di evitare adesioni strumentali o opportunistiche, e ad evitare il fenomeno giustamente deprecato dai cittadini che è quello dei ‘voltagabbana’. Se un partito politico aggrega dei dirigenti sulla base di un idem sentire e di una cultura politica, abbiamo messo in campo qualche piccola precauzione affinché questo non accada”. Così Giuseppe Brienza, giornalista e saggista, nel team di formatori del Popolo della Famiglia, descrive sinteticamente le ragioni fondanti di una scuola di formazione politica come quella che a breve prenderà il via. IntelligoNews ha fatto con il dott. Brienza una panoramica sugli obiettivi di questa scuola.

Da dove deriva l’importanza, oggi, delle scuole di formazione per ricostruire una classe dirigente politica?

”Innanzitutto dalla scarsa qualità del personale politico attuale, che spesso si aggrega solamente sulla base di interessi particolaristici, o di mandati, per così dire, di società private o di gruppi di potere. L’unico partito politico che è riuscito, nella nostra storia nazionale, a formare una classe dirigente e addirittura ad impostare una egemonia politica e culturale ancora oggi evidente, è il Partito Comunista Italiano. Bisogna riflettere su questo. La loro scuola, conosciuta come la ‘scuola di Frattocchie’ fu costituita ancora prima della fondazione della Repubblica, nel 1944, durante la guerra. Ai quadri di questa scuola il partito ha dedicato le migliori energie, uno su tutti Enrico Berlinguer, che l’ha diretta per anni. Una scuola di formazione serve ad un nascente movimento politico per cercare di evitare adesioni strumentali o opportunistiche, e ad evitare il fenomeno giustamente deprecato dai cittadini che è quello dei ‘voltagabbana’: la natura umana è quello che è, intendiamoci, ma è anche vero che se un partito politico aggrega dei dirigenti sulla base di un idem sentire e di una cultura politica, abbiamo messo in campo qualche piccola precauzione affinché questo non accada”. P

Anche oggi siamo in un periodo difficile, in cui formare le classi dirigenti è necessario per rimediare alla grande disaffezione alla politica.

”Da ogni crisi si rinasce sempre con la cultura. Il Pci ha instaurato un indottrinamento e dunque l’impostazione è assai diversa, in questo senso, da quella che noi come partito aconfessionale ma di ispirazione cristiana vorremmo mettere in campo: non indottrinare ma, sulla base di un patrimonio bimillenario che è quello della dottrina sociale della Chiesa, cercare di riaprire la concezione della libertà, individuale e collettiva. Ci tengo ovviamente a dire che la dottrina sociale della Chiesa non è patrimonio solamente dei cattolici, perché si basa sul diritto naturale, di conseguenza ricostruire una società civile su di esso è l’unica possibilità per ripartire come nazione”.

Tornare a comunicare: correttamente, per arrivare al cuore della gente.

”Abbiamo, come ogni movimento politico, l’obiettivo della comunicazione efficace, perché spesso gli esponenti politici, e a volte anche quelli ecclesiali, sono esposti a disastri mediatici sulla base della comunicazione; la nostra scuola di formazione è per iscritti e dirigenti, una realtà per chi si è tesserato o per chi vorrà tesserarsi al Popolo della Famiglia, ed è a titolo gratuito per chi partecipa e, ci tengo a dirlo, per chi insegna, per i docenti. Avremo supporto didattico, documentazione e cercheremo di mettere in campo per il movimento di Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Nicola di Matteo una scuola all’altezza della situazione. La seconda sessione della scuola delle cinque totali qui a Roma, peraltro, vedrà un modulo sulla comunicazione efficace, sui principi non negoziabili ovvero la ragione sociale del Popolo della Famiglia. Poi avremo nella sessione inaugurale la presenza di Mario Adinolfi, che alla luce appunto della dottrina sociale della Chiesa ci parlerà di impegno politico, poi Giovanni Marcotullio ci parlerà di contenuti e del metodo della stessa, e del corretto principio di laicità; elemento importante da comunicare per un movimento come il nostro che è spesso accusato di essere bigotto e integralista solo per il fatto di promuovere e difendere i principi del diritto naturale che già in epoca pre-cristiana erano, seppure imperfettamente, sostenuti. E faccio riferimento al grande patrimonio filosofico greco-romano”.

Fonte: Stefano Ursi, Brienza (PdF): “Comunicare in modo efficace con la scuola di formazione politica”, IntelligoNews, 28 aprile 2017