Notizie

I bambini hanno diritto ad una mamma e un papà!

La maternità non è e non sarà mai un problema: essa è un dono, è uno dei più meravigliosi regali che potete avere. Oggi siete di fronte ad una sfida assimilabile alla maternità: si tratta ancora di generare vita. Oggi a voi è chiesto di dare alla luce il futuro, di farlo crescere, di aiutarlo a svilupparsi. Non solo per voi, ma per i vostri figli e per tutta la società. Voi, donne, avete una capacità eccezionale di adattarvi alle situazioni e di andare avanti. Vorrei oggi fare appello alla capacità di generare futuro. Capacità di generare futuro che vive in ognuna di voi. Quella capacità che vi permette di lottare contro i tanti determinismi “cosificatori”, quelli cioè che trasformano le persone in cose, che finiscono per uccidere la speranza. Nessuno di noi è una cosa: siamo tutti persone, e come persone abbiamo la dimensione della speranza. Non lasciamoci “cosificare”.
“Io non sono un numero, non sono il detenuto numero tale, sono Tizio o Caio che porta dentro di sé la speranza e vuole dare alla luce speranza”. Dal discorso del Papa nel suo viaggio Apostolico in Cile e Perù (15-22 gennaio 2018). Visita al “Centro Penitenciario Femenino” di Santiago, 16.01.2018.
Ognuno di noi è unico e irripetibile, ha diritto innanzitutto alla vita per il bene proprio e della collettività, la libertà di ogni donna di generare futuro non deve essere sorretta da una legislazione che consente la scelta di abortire; l’aborto è un crimine legalizzato, e il fatto che sia legittimato in moltissimi paesi non vuol dire che debba essere accettato solo perché consentito, così non si porta speranza, ma si uccide il futuro di una nazione.
Contro la pratica dell’utero in affitto si è pronunciata anche la Corte Costituzionale con la sentenza n. 272/2017: “offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane”.
La piaga della gestazioni per altri deve essere estirpata; corpi mercificati per vendere un “prodotto” per il quale, se “difettoso”, si ha la possibilità di sciogliere il contratto. Ma quel bimbo che fine fa? Scegliere su catalogo il genotipo che deve avere il futuro nascituro, estrarre da una donna, mediante sedazione, ovuli bombardati di ormoni per farli crescere, mischiarli al liquido seminale e impiantarli affittando l’utero di un’altra donna, tutto ciò è un abominio che solleva proteste ovunque. Donne sfruttate che hanno bisogno di soldi e che perciò si lasciano comprare; ma quante, ormai pentite, testimoniano l’ignominia di questa terribile pratica affinché altre non cadano nello stesso baratro. È un business che frutta milioni di denari. Sul web è possibile leggere ogni informazione dettagliata al riguardo. In Italia ciò è reato, eppure due parlamentari della legislatura appena trascorsa vi hanno fatto ricorso.
I bambini hanno diritto ad una mamma e ad un papà, i neonati non sono oggetto di compravendita, non sono cose, ma sono doni da amare e educare. Difendiamoli a tutti i costi. L’incontro di un uomo con una donna in un gesto d’amore determina vita, i fac-smile portano sia all’annientamento dell’umanità di chi è implicato in questo meccanismo agghiacciante sia dell’identità del nascituro; quando sarà adulto e vorrà conoscere le sue origini, quale risposta gli verrà data?
Il Popolo della Famiglia, nato dal Family Day, è in prima linea per la difesa della famiglia e, in primis, della maternità; in un Paese in cui il calo demografico è in costante impennata negativa il PdF propone il reddito di maternità alla donna che decide, con una sua libera autodeterminazione, di restare a casa per dedicarsi alla cura e crescita dei figli, senza essere “costretta” a lavorare se un solo stipendio non basta. Altra proposta è la riforma fiscale del quoziente familiare per le famiglie con figli.
La maternità è vita moltiplicata, non lasciamoci rubare il futuro!