Comunicati Stampa

Comunicato stampa

Le affermazioni del sindaco Chiara Appendino, che si dice pronta a “forzare” il sistema legislativo per riconoscere legalmente “nuove famiglie”, risultano prive di ogni fondamento razionale, e sono pertanto “irricevibili”.

 La famiglia, per sua natura, fugge ogni “riduzionismo” culturale. Essa non è prodotto della convenzione sociale, tanto da poter assumere contenuti diversi a seconda delle epoche, della cultura o della maggioranza.
 La famiglia non è nemmeno prodotto della “cultura cristiana”, sebbene questa abbia illuminato – e illumini – la realtà della famiglia naturale.
La famiglia è infatti presupposto essenziale della società e del suo sviluppo; in essa vivono la natura e le finalità del matrimonio tra un uomo e una donna, e la dignità della persona umana contro ogni discriminazione sessuale, sociale ed efficientista.
 La famiglia è una realtà unica, “riconosciuta” (e non creata!) dall’art. 29 della nostra Costituzione come “società naturale”. Per “naturale” la nostra Costituzione intende la precedenza dell’istituto familiare sullo stesso diritto positivo e quindi su ogni possibile dibattito culturale e politico.
Ogni riflessione culturale trova nella famiglia l’imprescindibile riferimento per discernere cosa è e cosa non è “famiglia”.
La genitorialità nei confronti del bambino, che le anagrafi comunali sono chiamate a registrare, non rappresenta un “ruolo sociale” inventato e conferito dallo Stato, né rappresenta un’aspirazione individuale dettata dal desiderio dei singoli, ma un “dato di fatto” determinato dalla natura: è genitore chi, potendo generare, ha generato.
L’intenzione di voler “forzare” l’impianto legislativo è gravissima e rivela il volto anti-democratico del M5S e la sua familiarità con i metodi radicali. Non sfugge, infine, come registrare legalmente come “famiglia” due donne o due uomini con un bambino, rappresenti una grave apertura all’abominevole pratica, che è reato, dell’utero in affitto, oltre che alla fecondazione eterologa indiscriminata. In questo modo si condannano i nascituri ad essere oggetto del desiderio degli adulti: siamo alla codificazione dell’uomo.
 Il Popolo della Famiglia ribadisce con forza l’unicità della famiglia, fondata sul matrimonio naturale, e il diritto di ogni bambino ad avere un papà e una mamma, e richiama tutti all’uso normale della ragione, perché “sbagliato è sbagliato”.