Comunicati Stampa

Fecondazione eterologa, una deriva da contrastare

Le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, costituiscono una pericolosa accelerata nell’agenda della giunta regionale per l’introduzione della fecondazione eterologa in Piemonte.

I perché del no.
Apprendiamo con preoccupazione che la giunta regionale del Piemonte sta preparando un provvedimento normativo al fine di definire e regolare l’approvvigionamento di gameti utilizzati per la fecondazione eterologa: lo si apprende dalla risposta che ha dato l’assessore Saitta ad una specifica interrogazione presentata in Consiglio regionale negli scorsi giorni.

Sebbene non si tratti di una novità – in quanto già da aprile 2014 – la Giunta regionale, a guida PD, ha recepito l’accordo inter-regionale in merito alla fecondazione eterologa, avvenuta a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014, occorre ricordare che la strada intrapresa è foriera di grandi distorsioni e sofferenze per i figli nati in provetta, e rappresenta quindi una soluzione che reca più danni che benefici.

Come ricorda il prof. Adriano Pessina, direttore del Centro di bioetica della Cattolica di Milano in un articolo apparso sul Sole24Ore, la fecondazione eterologa spezza la genitorialità biologica da quella sociale, divenendo spesso una forma di maternità surrogata sotto mentite spoglie.

Negli USA, Alana Stewart, nata da fecondazione eterologa – pratica da lei definita “l’atto violento di comprare e vendere un figlio” – ha dato voce a tutte le vittime di questa violenza attraverso il sito internet “Anonymous Us”, che raccoglie le testimonianze drammatiche di tanti “figli in provetta”.
La ricerca dei genitori biologici ha segnato profondamente la vita di queste persone, che hanno manifestato notevoli disagi sul piano psicologico e sociale.

Forzare la natura per superarne i limiti non è mai una decisione saggia: nella fattispecie la politica dovrebbe semplificare e favorire il ricorso all’adozione, che invece spesso rappresenta un labirinto senza uscita. In questo modo si incentiva la coesione sociale, mentre la fecondazione eterologa, volendo aggirare un limite di natura, rischia di alimentare l’egoismo del desiderio trasformato in diritto.

 

Fabrizio Clari – Maurizio Schininà

Il Popolo della Famiglia – coordinamento dei Circoli regione Piemonte

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