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ADINOLFI (PDF): ITALIA PRENDA ESEMPIO DALL’ARGENTINA SULL’ABORTO

Il Popolo della Famiglia regione Piemonte avvierà una campagna presso i medici per invitarli all’obiezione di coscienza

Il presidente nazionale del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, plaude alla decisione del Senato argentino contraria alla liberalizzazione dell’aborto: “Dalla patria di Papa Francesco arriva un segnale importante per i movimenti pro-life che vincono una decisiva battaglia.
Il Popolo della Famiglia ritiene che l’Italia possa prendere esempio dall’Argentina e che la strada sia quella di intervenire culturalmente sui medici italiani, che già in sette casi su dieci sono obiettori di coscienza secondo la facoltà assicurata dalla legge 194 di potersi così sottrarre al massacro di vite umane innocenti e indifese, ancora più folle oggi, tempo nel quale la principale emergenza italiana è la denatalità”.
Il Coordinamento Piemontese del Popolo della Famiglia si impegnerà dunque in una campagna sul territorio per sensibilizzare i medici ad aderire ancora più massicciamente all’opzione dell’obiezione di coscienza contro la pratica del l’interruzione volontaria di gravidanza.

Torino, 09.08.2018

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Presentazione dei candidati piemontesi alla città

Domenica 28 gennaio, alle ore 10.00, a Torino, presso la sala di Via Celeste Negarville 30/2A (zona Mirafiori), Mirko De Carli, coordinatore per l’Italia settentrionale dei circoli territoriali del Popolo della Famiglia, terrà una conferenza stampa di presentazione, ai cittadini ed alla stampa, dei candidati piemontesi del PdF alle prossime lezioni politiche del marzo 2018.
Contestualmente verrà anche presentato il programma elettorale di questo nuovo soggetto politico (il PdF, appunto), fondato in seguito ai Family Day 2015 e 2016 da Mario Adinolfi, Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo, programma che, in breve, prevede la difesa dei valori non negoziabili, quali il diritto universale a nascere; il primato della famiglia ad esercitare il suo ruolo insostituibile nell’educazione dei figli; il diritto di ogni bambino ad avere una mamma ed un papà; la difesa dei neonati che non possono essere oggetto di compravendita attraverso la pratica della maternità surrogata; e poi il reddito di maternità di 1000 euro mensili a quelle mamme che decideranno di dedicarsi alla cura dei figli, la riforma del quoziente familiare nella tassazione; e ancora l’opposizione alle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento), che prevedono la cessazione di nutrizione e idratazione per gli anziani che abbiano preventivamente richiesto la sospensione delle cure (anche se queste due pratiche non possono essere considerate come trattamenti medici né quindi essere sospendibili, come invece la legislazione vigente legittima: esiste già la terapia antalgica per accompagnare il malato terminale senza sofferenze inutili); il diritto delle persone a non emigrare, mediante accordi con i paesi di origine, e opposizione allo jus soli.

Circolo Territoriale del PdF-Piemonte
Circoli PdF-Torino-Maria Ausiliatrice e Torino 1-andare oltre

 

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Fecondazione eterologa, una deriva da contrastare

Le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, costituiscono una pericolosa accelerata nell’agenda della giunta regionale per l’introduzione della fecondazione eterologa in Piemonte.

I perché del no.
Apprendiamo con preoccupazione che la giunta regionale del Piemonte sta preparando un provvedimento normativo al fine di definire e regolare l’approvvigionamento di gameti utilizzati per la fecondazione eterologa: lo si apprende dalla risposta che ha dato l’assessore Saitta ad una specifica interrogazione presentata in Consiglio regionale negli scorsi giorni.

Sebbene non si tratti di una novità – in quanto già da aprile 2014 – la Giunta regionale, a guida PD, ha recepito l’accordo inter-regionale in merito alla fecondazione eterologa, avvenuta a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014, occorre ricordare che la strada intrapresa è foriera di grandi distorsioni e sofferenze per i figli nati in provetta, e rappresenta quindi una soluzione che reca più danni che benefici.

Come ricorda il prof. Adriano Pessina, direttore del Centro di bioetica della Cattolica di Milano in un articolo apparso sul Sole24Ore, la fecondazione eterologa spezza la genitorialità biologica da quella sociale, divenendo spesso una forma di maternità surrogata sotto mentite spoglie.

Negli USA, Alana Stewart, nata da fecondazione eterologa – pratica da lei definita “l’atto violento di comprare e vendere un figlio” – ha dato voce a tutte le vittime di questa violenza attraverso il sito internet “Anonymous Us”, che raccoglie le testimonianze drammatiche di tanti “figli in provetta”.
La ricerca dei genitori biologici ha segnato profondamente la vita di queste persone, che hanno manifestato notevoli disagi sul piano psicologico e sociale.

Forzare la natura per superarne i limiti non è mai una decisione saggia: nella fattispecie la politica dovrebbe semplificare e favorire il ricorso all’adozione, che invece spesso rappresenta un labirinto senza uscita. In questo modo si incentiva la coesione sociale, mentre la fecondazione eterologa, volendo aggirare un limite di natura, rischia di alimentare l’egoismo del desiderio trasformato in diritto.

 

Fabrizio Clari – Maurizio Schininà

Il Popolo della Famiglia – coordinamento dei Circoli regione Piemonte

pdfpiemonte@gmail.com   t

Tel. 371 3350556

Facebook: Popolo della Famiglia – Piemonte https://facebook.com/popolo della famiglia/

 

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Le affermazioni del sindaco Chiara Appendino, che si dice pronta a “forzare” il sistema legislativo per riconoscere legalmente “nuove famiglie”, risultano prive di ogni fondamento razionale, e sono pertanto “irricevibili”.

 La famiglia, per sua natura, fugge ogni “riduzionismo” culturale. Essa non è prodotto della convenzione sociale, tanto da poter assumere contenuti diversi a seconda delle epoche, della cultura o della maggioranza.
 La famiglia non è nemmeno prodotto della “cultura cristiana”, sebbene questa abbia illuminato – e illumini – la realtà della famiglia naturale.
La famiglia è infatti presupposto essenziale della società e del suo sviluppo; in essa vivono la natura e le finalità del matrimonio tra un uomo e una donna, e la dignità della persona umana contro ogni discriminazione sessuale, sociale ed efficientista.
 La famiglia è una realtà unica, “riconosciuta” (e non creata!) dall’art. 29 della nostra Costituzione come “società naturale”. Per “naturale” la nostra Costituzione intende la precedenza dell’istituto familiare sullo stesso diritto positivo e quindi su ogni possibile dibattito culturale e politico.
Ogni riflessione culturale trova nella famiglia l’imprescindibile riferimento per discernere cosa è e cosa non è “famiglia”.
La genitorialità nei confronti del bambino, che le anagrafi comunali sono chiamate a registrare, non rappresenta un “ruolo sociale” inventato e conferito dallo Stato, né rappresenta un’aspirazione individuale dettata dal desiderio dei singoli, ma un “dato di fatto” determinato dalla natura: è genitore chi, potendo generare, ha generato.
L’intenzione di voler “forzare” l’impianto legislativo è gravissima e rivela il volto anti-democratico del M5S e la sua familiarità con i metodi radicali. Non sfugge, infine, come registrare legalmente come “famiglia” due donne o due uomini con un bambino, rappresenti una grave apertura all’abominevole pratica, che è reato, dell’utero in affitto, oltre che alla fecondazione eterologa indiscriminata. In questo modo si condannano i nascituri ad essere oggetto del desiderio degli adulti: siamo alla codificazione dell’uomo.
 Il Popolo della Famiglia ribadisce con forza l’unicità della famiglia, fondata sul matrimonio naturale, e il diritto di ogni bambino ad avere un papà e una mamma, e richiama tutti all’uso normale della ragione, perché “sbagliato è sbagliato”.
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LA SCOSSA DELLO SCARPONE – Il PdF per Sergio Pirozzi

Il Popolo della Famiglia presenta il libro del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi

mercoledì 7 febbraio, “Occidental Aran Park”, Roma Eur, ore 18

Il 24 agosto 2016 una scossa di morte ha distrutto interi paesi del Centro Italia, tra cui anche Amatrice, in provincia di Rieti.

Ricordiamo tutti la testimonianza e il grande impegno con cui il sindaco di questa bella cittadina, Sergio Pirozzi, ha cercato – e sta cercando ancora… – di risollevare le sorti della sua comunità riportandola (per quanto possibile) alla normalità. «Ci sono eventi nella vita, in cui mettiamo tutto il cuore per difendere la nostra famiglia o la nostra terra», ha detto Pirozzi che, in queste settimane, sta conducendo con il supporto del Popolo della Famiglia una difficile campagna elettorale come candidato “civico” alla presidenza della Regione Lazio.

Dopo la paurosa notte di agosto che ha causato tanti morti e tanto dolore il cuore di Amatrice è tornato alla vita grazie alla straordinaria solidarietà che ha visto ancora una volta, noi Italiani, indossare gli Scarponi dell’impegno e della fatica e la Felpa della conoscenza e della sensibilità. Queste sono le chiavi di volta per una rinascita di tutto lo Stivale, come ripete il primo cittadino di Amatrice nel suo bellissimo libro “La scossa dello Scarpone. Anatomia di una passione sociale” (Armando Editore, Roma 2017, pp. 160, € 15).

Mercoledì 7 febbraio, alle ore 18, il volume sarà presentato dal Popolo della Famiglia presso l’Occidental Aran Park, in via Riccardo Forster 24 (quartiere Roma Eur-Fonte Meravigliosa). Introdurrà l’incontro l’ing. Alberto Leo e, dopo il saluto iniziale del Coordinatore Nazionale Nicola Di Matteo, intervisterà Sergio Pirozzi uno dei componenti della Commissione di Programma del PdF Dott. Giuseppe Brienza.

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I bambini hanno diritto ad una mamma e un papà!

La maternità non è e non sarà mai un problema: essa è un dono, è uno dei più meravigliosi regali che potete avere. Oggi siete di fronte ad una sfida assimilabile alla maternità: si tratta ancora di generare vita. Oggi a voi è chiesto di dare alla luce il futuro, di farlo crescere, di aiutarlo a svilupparsi. Non solo per voi, ma per i vostri figli e per tutta la società. Voi, donne, avete una capacità eccezionale di adattarvi alle situazioni e di andare avanti. Vorrei oggi fare appello alla capacità di generare futuro. Capacità di generare futuro che vive in ognuna di voi. Quella capacità che vi permette di lottare contro i tanti determinismi “cosificatori”, quelli cioè che trasformano le persone in cose, che finiscono per uccidere la speranza. Nessuno di noi è una cosa: siamo tutti persone, e come persone abbiamo la dimensione della speranza. Non lasciamoci “cosificare”.
“Io non sono un numero, non sono il detenuto numero tale, sono Tizio o Caio che porta dentro di sé la speranza e vuole dare alla luce speranza”. Dal discorso del Papa nel suo viaggio Apostolico in Cile e Perù (15-22 gennaio 2018). Visita al “Centro Penitenciario Femenino” di Santiago, 16.01.2018.
Ognuno di noi è unico e irripetibile, ha diritto innanzitutto alla vita per il bene proprio e della collettività, la libertà di ogni donna di generare futuro non deve essere sorretta da una legislazione che consente la scelta di abortire; l’aborto è un crimine legalizzato, e il fatto che sia legittimato in moltissimi paesi non vuol dire che debba essere accettato solo perché consentito, così non si porta speranza, ma si uccide il futuro di una nazione.
Contro la pratica dell’utero in affitto si è pronunciata anche la Corte Costituzionale con la sentenza n. 272/2017: “offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane”.
La piaga della gestazioni per altri deve essere estirpata; corpi mercificati per vendere un “prodotto” per il quale, se “difettoso”, si ha la possibilità di sciogliere il contratto. Ma quel bimbo che fine fa? Scegliere su catalogo il genotipo che deve avere il futuro nascituro, estrarre da una donna, mediante sedazione, ovuli bombardati di ormoni per farli crescere, mischiarli al liquido seminale e impiantarli affittando l’utero di un’altra donna, tutto ciò è un abominio che solleva proteste ovunque. Donne sfruttate che hanno bisogno di soldi e che perciò si lasciano comprare; ma quante, ormai pentite, testimoniano l’ignominia di questa terribile pratica affinché altre non cadano nello stesso baratro. È un business che frutta milioni di denari. Sul web è possibile leggere ogni informazione dettagliata al riguardo. In Italia ciò è reato, eppure due parlamentari della legislatura appena trascorsa vi hanno fatto ricorso.
I bambini hanno diritto ad una mamma e ad un papà, i neonati non sono oggetto di compravendita, non sono cose, ma sono doni da amare e educare. Difendiamoli a tutti i costi. L’incontro di un uomo con una donna in un gesto d’amore determina vita, i fac-smile portano sia all’annientamento dell’umanità di chi è implicato in questo meccanismo agghiacciante sia dell’identità del nascituro; quando sarà adulto e vorrà conoscere le sue origini, quale risposta gli verrà data?
Il Popolo della Famiglia, nato dal Family Day, è in prima linea per la difesa della famiglia e, in primis, della maternità; in un Paese in cui il calo demografico è in costante impennata negativa il PdF propone il reddito di maternità alla donna che decide, con una sua libera autodeterminazione, di restare a casa per dedicarsi alla cura e crescita dei figli, senza essere “costretta” a lavorare se un solo stipendio non basta. Altra proposta è la riforma fiscale del quoziente familiare per le famiglie con figli.
La maternità è vita moltiplicata, non lasciamoci rubare il futuro!

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Evento a Bardonecchia con Mirko de Carli

La famiglia salverà l’Italia, così il titolo dell’evento del Popolo della Famiglia previsto in programma per il 25 gennaio 2018, alle ore 20.45, presso la “Palestrina della scuola primaria”, in Viale Bramafam 17 a Bardonecchia.
Lucianella Presta, Vicepresidente del Popolo della Famiglia-Piemonte, introdurrà Mirko De Carli, coordinatore dei circoli territoriali del PdF per il nord Italia, che presenterà questo movimento autonomo e le sue proposte per rimettere la famiglia al centro della politica. Il primo atto, da varare immediatamente, sarà il reddito di maternità, 1000 euro mensili alle mamme che si dedicano ai figli, e la riforma del quoziente familiare.
Vista l’irrilevanza delle adunate di piazza durante i Family Day del 2015 e del 2016, Mario Adinolfi e Gianfranco Amato, tra gli ideatori di questa mobilitazione di massa, hanno deciso di scendere in campo presentando un nuovo soggetto politico, il “Popolo della Famiglia”. Alle elezioni politiche, ormai prossime, del 4 marzo 2018 il Pdf si presenterà in modo autonomo, senza coalizioni, per contrastare gli atti della legislatura di questi ultimi anni, e per attuarne di nuovi per la sopravvivenza della nazione.
Una croce per rappresentare i valori non negoziabili, diritto universale a nascere; primato della famiglia ad esercitare il ruolo insostituibile nell’educazione dei figli; il diritto di ogni bambino ad avere una mamma ed un papà; i neonati non possono essere oggetto di compravendita, attraverso la pratica dell’utero in affitto; no alle DAT, che prevedono la sospensione di nutrizione e idratazione per gli anziani che abbiano preventivamente richiesto la sospensione delle cure (anche se queste due pratiche non possono essere considerate come trattamenti medici né quindi essere sospendibili, come invece la legislazione vigente legittima: esiste già la terapia antalgica per accompagnare il malato terminale senza sofferenze inutili); il diritto a non emigrare, mediante accordi con i paesi di origine, e no allo jus soli.
Per chi volesse saperne di più vi aspettiamo numerosi per ascoltare i relatori sui temi evidenziati.
Alle prossime elezioni, ripartiamo dalla famiglia per far ripartire il Paese!

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Un popolo è in movimento, lavoro estenuante : ce la faremo!

Giorni frenetici per la raccolta firme del Popolo della Famiglia, in vista delle politiche del 4 marzo 2018. Macchina burocratica gigantesca, corse in giro per il Piemonte nei vari uffici, moduli nuovi che saltano fuori dal nulla, telefonate impreviste per qualche comunicazione dell’ultimo momento e notti insonni pensando se tutti i pezzi del puzzle sono stati incastrati correttamente. Si rincorrono nel web le informazioni necessarie per accedere ai punti raccolta firme dove i certificatori abilitati attendono i firmatari. Solo chi è parte integrante di questo sistema amministrativo capisce il lavoro immane da svolgere. A pochi giorni dalla fine dell’estenuante lavoro il PdF è quasi in dirittura d’arrivo per presentare alla Corte d’Appello la modulistica necessaria che segna la fine del primo passo: sottoscrizioni raggiunte. Si lavora senza tregua per portare un cambiamento al Paese che da tempo aspetta.
Concluso questo primo momento, inizierà la vera e propria propaganda elettorale che, se rapportata alla fase precedente, sarà uno “stimolante confronto”. Trovare il maggior numero possibile di consensi per raggiungere il 3% nazionale e avere dei seggi in Parlamento che diano voce a chi oggi non ce l’ha, questa sarà la seconda ed ultima fase.
Squadra compatta, ognuno con il proprio ruolo, sapendo che la posta in gioco è davvero alta e senza precedenti. Un popolo in movimento che non si fermerà finché l’obiettivo non sarà stato raggiunto. Impagabile tornare a casa, stanchi ma sapendo di aver dato il proprio contributo per il bene dell’Italia, che vuole tornare a splendere dopo svariate stagioni politiche senza frutto.
Una firma per presentarci e una croce per rappresentarvi!
Popolo della Famiglia–Piemonte

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Continua senza sosta la campagna di raccolta firme in tutto il Piemonte

Gazebo, tavoli, griglie, palloncini , volantini e tanta, tanta allegria. Queste sono le caratteristiche che contraddistinguono questa campagna di raccolta firme.

Un sorriso per tutti, due parole e una battuta e, chi si avvicina ha la sensazioni di ritrovarsi a casa. Questa firma è un qualcosa di più di un atto formale e dovuto, è un attestato di amicizia, ve ne saremo riconoscenti:”Ce ne ricorderemo!” firme copia rivar. firme copiafeletto